![]() Rassegna di vecchie mostre di successo : Seraphine De Senlis : il Ligabue in gonnella Una sguattera, che per una ricca famiglia del luogo svolge le più umilianti faccende domestiche, si rintana nella notte nella sua piccola mansarda. Ha preso del sangue in una macelleria, scavato la terra da un piccolo corso d'acqua, raccolto bacche dai cespugli del bosco. E' una strega che usa quelle sostanze per i suoi riti magici? Niente di tutto ciò, Seraphine è una pittrice, autodidatta, che utilizza la terra, il sangue, le bacche per dipingere i suoi quadri. Questa è Seraphine , pittrice pre-naif nata nel 1864 nella profonda campagna francese e morta in circostanze drammatiche in manicomio nel 1942 , dopo avere passato praticamente 10 anni sena potere pitturare. Una mostra nel 2008 al museo parigino Maillol da finalmente visibilità a questa artista praticamente sconosciuta ma oggi per merito di due iniziative , un film ed un libro , finalmente le sarà restituita la notorietà che merita. Il film che si chiama " Seraphine " sarà nelle sale dal 22 ottobre 2010 con la regia di Martin Provost ed il cast composto da Yolande Moreau e Ulrich Tukur . Il fim ambientato nella cittadina di Senlis nel 1913 racconta l'incontro del collezionista Wilhelm Uhde con Seraphine che svolge l'umile mansione di serva nella sua casa. Il libro dal titolo " Seraphine.La vita sognata di Seraphine de Senlis " di Cloarec Francoise che uscirà nelle librerie alla fine del mese di ottobre 2010 parla della intera vita drammatica della pittrice. manifesto del film " Seraphine " CHARDIN. Il pittore del silenzio
«Ci si serve dei colori, ma si dipinge con il sentimento.» Con queste parole, Jean Siméon Chardin (1699-1779), contrapponendosi alle regole accademiche allora in voga, sintetizzava il suo modo, all'epoca rivoluzionario, di fare arte. CHARDIN. Il pittore del silenzio La mostra, a cura di Pierre Rosenberg, è organizzata da Ferrara Arte e dal Museo Nacional del Prado di Madrid, in collaborazione con le Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, il Comune di Ferrara, la Provincia di Ferrara, la Regione Emilia-Romagna, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, la Cassa di Risparmio di Ferrara, ENI e Parsitalia Real Estate. GHIRLANDAIO Una famiglia di pittori del Rinascimento tra Firenze e Scandicci 21 novembre 2010 - 1 maggio 2011 Domenico Ghirlandaio, I santi Jacopo, Stefano e Pietro - Firenze, Galleria dell'Accademia La mostra presenta una spettacolare raccolta di alcune delle più belle opere del clan Ghirlandaio: il capostipite Domenico, i fratelli David e Benedetto, il figlio Ridolfo, gli allievi (tra cui Lorenzo di Credi e Granacci) e quanti si formarono nella loro bottega, che operò per circa un secolo, dalla seconda metà del Quattrocento alla prima del Cinquecento. La sede principale dell’esposizione si trova nelle bellissime sale, di recente rinnovate, del Castello dell’Acciaiolo a Scandicci.In parallelo alla mostra, un affascinante percorso tra chiese, abbazie e piccoli musei del nord ovest di Firenze conduce il visitatore sulle tracce dell’attività artistica dei Ghirlandaio nei vari territori in cui furono operosi. L’itinerario tocca la millenaria Badia di S. Salvatore e S. Lorenzo a Settimo a Scandicci: la mano di Domenico si riconosce negli splendidi pennacchi affrescati dell’abside e in una suggestiva Adorazione dei Magi. Nel comune di Campi Bisenzio da non perdere il ciclo di affreschi con cui Domenico impreziosì la navata della Chiesa di Sant’Andrea a San Donnino. A chiudere il percorso sarà un omaggio al pittore allestito a Firenze in Palazzo Medici Riccardi. Note biografiche : Domenico Ghirlandaio, il capostipite , si chiamava realmente Domenico Bigordi . A lui ed a tutti i membri della sua famiglia fu dato il soprannome di “ Ghirlandaio “ perché il padre di Domenico, valente orafo , era particolarmente bravo a fare monili a forma di ghirlanda. Il territorio di origine di Domenico fu Scandicci , ma nella prima metà del quattrocento tutta la sua famiglia si trasferì in Firenze all’epoca capitale mondiale ( ma secondo me anche oggi ) dell’arte per dare impulso e sviluppo alla sua “ bottega “. Lo sapevate che Topolino ha due papà ?
Walt Disney che tutti conoscono , in realtà ideatore dei testi e Ub Iwerks , disegnatore , che materialmente realizzò il primo disegno di Michey Mouse , quello in versione con le gambe fini e i pantaloncini corti ( per capirsi ).
Il debutto del famoso Topolino avvenne il 18 novembre 1928 al Colony Theatre di New York nel cortometraggioSteamboat Willie e da allora è sempre rimasta in mente la paternità di Walt Disney , mentre tutti hanno scordato il nome dell’altro realizzatore.
Mi sembra giusto ricordare quindi che Bologna gli rende omaggio nell’ambito del Futur Film festival dal 27 gennaio al 1 febbraio 2009 con una retrospettiva ed un incontro con i nipoti Leslie e Mark Iwerks.
Fattori allievo e insegnante dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze
Giovanni Fattori frequenta in due diversi momenti della sua vita l’Accademia delle Belle Arti di Firenze : prima come giovane studente dal 1846 al 1852 dopo dal 1869 come professore di pittura. Oggi l’Accademia propone una eccezionale mostra del grande maestro livornese ( 130 opere ) con dipinti, acqueforti ,disegni ed incisioni che ripercorrono 60 anni della vita artistica di Fattori oltre a riproporre al visitatore la storia di questa celebre accademia gustando l’eccezionale vista sulla Biblioteca, sul Cenacolo e sulla seicentesca Cappellina di Giovanni da San Giovanni. Alcune opere esposte illustrano il vissuto dell’Accademia in quegli anni reso ancora più vivo visitando l’aula dove Fattori tenne lezione negli ultimi anni. Firenze- Accademia delle Belle Arti dal 19 settembre al 23 novembre 2009
Dal 23 novembre 2008 la Madonna del cardellino di Raffaello esposta a Palazzo Medici Riccardi ( FI) dopo un accurato restauro.
La Madonna del cardellino , è un capolavoro di Raffaello realizzato nel 1506 con tecnica ad olio su tavola ( 107x77 cm) su commissione del fiorentino Lorenzo Nasi in occasione del suo matrimonio con Sandra Canigiani. Ma già dopo pochi anni , nel 1547 la tavola fu severamente danneggiata dal crollo di Palazzo Nasi in via dè Bardi in seguito a smottamenti dovuti a piogge torrenziali ( c’erano già problemi ambientali ?) per cui furono subito necessari interventi di restauro eseguiti , forse , da Ridolfo del Ghirlandaio. Immaginate quindi la complessità del lavoro di ripulitura del quadro effettuato nel laboratorio dell’Opificio per otto anni da Patrizia Riitano sotto la direzione di Marco Ciatti , per fare riemergere l’originale stesura . Michelangelo giovane: il crocifisso ritrovato
E’ il titolo della mostra inaugurata il 23 dicembre scorso e visibile a Montecitorio nella Sala della Regina fino al 23 gennaio 2009 con ingresso libero. Il crocifisso esposto è un’opera in legno di Michelangelo Buonarroti acquistato dal Ministero dei Beni Culturali per 3 milioni 2 250 mila euro e mostra eccezionale correttezza anatomica e proporzioni perfette . Dal 23 gennaio il crocifisso sarà custodito nel museo fiorentino del Bargello A Evian in Francia presso il Palais Lumière sino al 21 settembre 2008 una interessante mostra di Jules Chéret dal titolo " Lo spirito e la grazia ".
Sono esposti 120 opere ( dipinti, disegni , decorazioni ) del grande maestro Chéret ( 1836-1932) che secondo i critici è il padre dell " affiche moderna " . ( manifesti ). Figlio di un tipografo, Jules Chéret inizia la sua attività come apprendista presso un litografo parigino ,tra il 1859 e il 1866 compie un viaggio di studio e poi un lungo soggiorno a Londra per approfondire la conoscenza dei procedimenti tecnici di stampa litografica a colori. Nel 1866, torna a Parigi dove vi apre un proprio stabilimento con macchinari di fabbricazione inglese e inizia a produrre una serie notevole di manifesti di grande formato per la committenza più disparata: cabaret, teatri d'opera, caffè-concerto, circhi e parchi di divertimento. gallerie d'arte, giornali, grandi magazzini, ditte commerciali, ecc. Jules Chéret è un artista completo che si dedica inoltre anche alla pittura , al disegno ed alla decorazione.. L'influenza dei maestri fiamminghi nella Firenze del '400.
Fantasia in convento
Tesori in carta e stucco dal seicento all'ottocento
A Firenze presso il Cenacolo di Fuligno dal 1 novembre 2008 al 6 gennaio 2009 Una mostra particolare ospitata nel Cenacolo di Fuligno, un tempo refettorio delle Terziarie francescane del Convento di Sant’Onofrio per fare conoscere capolavori di arte povera , fatti cioèutilizzando materiali " poveri " come carta colorata e stucco, eseguiti e provenienti da diversi conventi europei.. "Si tratta di una mostra originale e che suscita curiosità", dichiara Cristina Acidini. "Scopo della mostra è diffonderela conoscenza e risvegliare la sensibilità per opere povere per materiali, ma ricche per estro e fantasia, qualità che le rendono testimonianze preziose della nostra civiltà". Tali opere sono state sinora completamente ignorate e non tutelate. Inoltre, per mezzo di questa mostra, si intende valorizzare il Cenacolo di Fuligno, checontiene l’Ultima Cena, capolavoro di Pietro Perugino. Da mercoledì 12novembre al 30 novembre 2008 una mostra :
Presso i Magazzini del Sale di Palazzo Pubblico a Siena
Nell'ambito della serie di incontri e appuntamenti ispirati al Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti, nei Magazzini del Sale di Palazzo Pubblico, dal 12 al 30 novembre, sarà possibile visitare una mostra, a cura di Mauro Civai, con la collaborazione di Marilena Caciorgna, che si articola in cinque sezioni, sul tema della Magnanimitas raffigurata, nella Sala della Pace, come dispensatrice di onori e denaro. Alla Magnanimità del Buon Governo, si collega l'inserimentodell'immagine allegorica nel ciclo di Taddeo di Bartolo che si prospetta sulle pareti dell'Anticappella di Palazzo Pubblico, nell'atto di perdonare chi si arrende (con la mano sinistra accoglie il subiectus ai suoi piedi) e insieme "debellare i superbi" (con la destra rivolge la spada contro il ribelle). Alla virtù si riferiscono in basso tre protagonisti della storia romana (Curio Dentato, Furio Camillo, Scipione Africano) a ciascuno dei quali spetta il titolo di "vincitore" per avere sconfi tto popoli particolarmente bellicosi nei confronti dello stato romano: i Sanniti, i Galli, i Cartaginesi. Si tratta, dunque, in questo caso, della magnanimità dei condottieri", la Magnanimitas ducum. Scipione Africano, in particolare, dà prova del suo comportamento magnanimo dopo la conquista di Carthago Nova, la moderna Cartagena in Spagna. Quale bottino di guerra l'eroe riceve una fanciulla di mirabile bellezza, ma, saputo che è promessa ad un giovane principe celtibero, fatto chiamare il futuro marito, la riconduce a lui intatta, rifi utando anche il riscatto in oro a lui offerto dai genitori. L'episodio, fra i più rappresentati nell'arte italiana, è comunemente defi nito "Continenzadi Scipione". Fulcro della mostra, che si avvale di una serie di pannelli espositivi - in un originale allestimento di Andrea Rauch - è la tavola di Domenico Beccafumi, conservata nella Pinacoteca Nazionale di Lucca e databile verso la metà del terzo decennio del Cinquecento, che doveva far parte della decorazione di una camera, come dimostra il soggetto, la 'Continenza' appunto, destinato ad esaltare le virtù connesse al matrimonio. È più faticoso "superare se stessi che i nemici" e Scipione vince anche questa battaglia.
Georges Méliès l'inventore del cinema fantastico
Un viaggio a Parigi ,una visita interessante per vedere fino al 31 luglio 2008 presso la Cinemathèque una mostra dedicata a Georges Méliès. Fuori dal giro degli studiosi di cinematografia , pochi sanno chi era costui . Méliès in pratica è l’inventore del cinema fantastico , l’altra faccia del cinema creato dai fratelli Lumière i documentaristi della realtà . Avete mai visto i preistorici film " L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat " oppure " L’uscita dalle fabbriche " ? Vi rendete subito conto che i fratelliLumière avevano dedicato la tecnica cinematografica esclusivamente per riprendere fedelmente avvenimenti e situazioni della realtà circostante mentre Georges Méliès con il suo film " Viaggio nella Luna " è l’ideatore del film di fantasia , nelle rappresentazioni di situazioni ed ambienti ricreati per la fiction cinematografica. E’ ovvio che con lui nasce contemporaneamente la sceneggiatura e la tecnica inventiva di effetti speciali che si ritrovano già negli spettacoli di magia del diciannovesimo secolo. Georges Méliès , come molti geni, aveva anticipato troppo i tempi : i suoi films piacciono poco e subisce nel 1912 un disastroso fallimento economico e morale che lo porta alla Gare Montparnasse a fare il venditore ambulante di dolcetti e giochini per bambini.
La forma del libro : dal rotolo al codice ( sec.III a.C. – XIX d.C.) La scrittura su papiro , sulla pergamena di origine animale ed ancora prima su supporti in cera oppure addirittura su semplici cocci : l’uomo ha espresso così fino dai tempi più remoti la voglia di trasmettere il proprio pensiero agli altri simili . L’idea di un contenitore di scritti ed immagini : il libro in tutte le sue forme ed espressioni , dal manoscritto al testo stampato. Nel magnifico e suggestivo scenario della Biblioteca Medicea Laurenziana torna a grande richiesta a Firenze dal 6 settembre 2009 al 6 gennaio 2010 una mostra già riproposta con enorme successo dal 16 marzo al 30 giugno 2009 Una esposizione che illustra al grande pubblico, con pezzi provenienti esclusivamente dalle collezioni laurenziane, i materiali e le forme dei supporti della scrittura e del libro in particolare, presenti in Occidente ed Oriente nel periodo compreso tra i secoli III a.C. e XIX. La mostra è suddivisa in due distinte sezioni : nella prima sono messi in bella evidenza gli "ostraca " , frammenti di vasi di coccio usati come supporto alla scrittura ;lembi di rotoli di papiro con contenuto letterario, giuridico o ammin istrativo ;tavolette lignee cerate e plumbee fino ad un codice di pergamena del IV sec. d.C. Nella seconda sezione sono esposti invece molti e preziosi manoscritti sotto forma di rotoli, pergamene e libri cartacei.
continua sfida alla nostra percezione. Inganni ad arte. Meraviglie del trompe-l’oeil dall’antichità al contemporaneo
Firenze, Palazzo Strozzi 16 ottobre 2009-24 gennaio 2010
La prima grande mostra italiana sull’illusione visiva in un percorso spettacolare tra arte e scienza, realtà e simulazione
Pere Borrell del Caso (Puigcerdà 1835-Barcellona 1910)
Per la prima volta in Italia una mostra racconta l’intrigante e spettacolare storia del trompe-l’oeil, ovverol’inganno ottico, l’eterna sfida tra la realtà e la sua simulazione, non solo nell’ambito della pittura ma nella trasversalità che ha caratterizzato la sua diffusione nel percorso dell’arte europea, influenzando anche l’arredamento, la moda, il design e la cucina. Dal 16 ottobre 2009 al 24 gennaio 2010 si svolgerà a Palazzo Strozzi a Firenze Inganni ad arte. Meraviglie deltrompe-l’oeil dall’antichità al contemporaneo . Una mostra che ripercorre l’affascinante vicenda del trompe-l’oeil,cioè l’arte di rappresentare come vero ciò che vero non è, in un percorso espositivo che esce da tutti i canoni comeil ragazzo nel quadro simbolo della rassegna: una figura che fugge da una cornice per esplorare nuovi modi di sperimentare la realtà. Immaginarie finestre su vedute urbane, piani di tavolo che invitano ad afferrare oggetti ingannevolmente prensili, vasellami, abiti, scarpe, bottoni travestiti in forme di animali e vegetali, sculture policrome che “danno vita” a cloni sottilmente inquietanti: attraverso oltre 150 opere di pittura, scultura e arti applicate provenienti da diversi musei ecollezioni, lo spettatore avrà la possibilità di scoprire anche gli aspetti neuroscientifici che stanno dietro le opere d’arte che hanno come tema l’illusione. Un percorso tra arte e scienza che coinvolge tutti i cinque sensi e conduce il visitatore in un mondo parallelo di inganni non solo visivi ma anche olfattivi, tattili, uditivi, gustativi, con un senso di gioco, spesso ironico, che ci riporta al significato profondo dell'illusione messa in scena dagli artisti. L’idea è quella di far scoprire in prima persona allo spettatore i modi in cui il cervello umano può essere ingannato e il piacere che si prova a essere coinvolti in questo. Contemplando i capolavori di grandi maestri come Tiziano, Velázquez, Mantegna, Tiepolo, Tintoretto, Turrell,Pistoletto si intende allo stesso modo gustare, toccare, udire, annusare in un viaggio sensoriale che rappresenta una continua sfida alla nostra percezione
Una mostra a cura di Marzia Faietti e Giorgio Marini dedicata a Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino, visitabile , gratuitamente , fino al 22 febbraio 2009 . Il Guercino è senz’altro uno dei più grandi maestri del disegno italiano del Seicento e la raccolta del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi può vantare il possesso di un nucleo non comune di oltre settantacinque fogli molti dei quali derivanti dalla collezione del cardinale Leopoldo de’ Medici, che nell’arco di un quarto di secolo, dal 1650 al 1675, accumulò un’insuperata collezione di disegni antichi. La maggioranza dei fogli tratta studi di figura, preparatori per composizioni che riguardano l’intera carriera dell’artista, ma la collezione degli Uffizi è particolarmente ricca di opere grafiche eseguite all’inizio della sua attività, prima del suo importante soggiorno romano del 1621-1623, che rappresentò uno dei principali punti di svolta del percorso formativo del Guercino.. Nella mostra sono esposti anche altri disegni di artisti del suo studio : i nipoti Benedetto (1633-1715) e Cesare Gennari (1637-1688), mentre in una sezione relativa ai Tardi seguaci, imitatori e copisti spiccano i nomi di Livio Mehus, Antonio Domenico Gabbiani, Giuseppe Maria Ficatelli (o Figatelli), Francesco Bartolozzi, nonché del misterioso “Falsario del Guercino”.
Il Nuovo dopo la Macchia origini e affermazione del Naturalismo toscano MOSTRA ANTOLOGICA Montecatini Terme Terme Tamerici 16 luglio 2009 - 18 gennaio 2010 Il titolo della mostra sottintende al movimento pittorico dei Macchiaioli, esteso a quegli artisti di seconda generazione che presero parte al processo di riforma intellettuale e artistica che, a partire dalla metà degli anni cinquanta e con esiti rinnovati, fino all’ultimo decennio del secolo XIX, dette luogo a una vera rivoluzione estetica.Il titolo della mostra sottintende al movimento pittorico dei Macchiaioli, esteso a quegli artisti di seconda generazione che presero parte al processo di riforma intellettuale e artistica che, a partire dalla metà degli anni cinquanta e con esiti rinnovati, fino all’ultimo decennio del secolo XIX, dette luogo a una vera rivoluzione estetica. La mostra si propone di rappresentare quanto avvenne in ambito artistico, in Toscana, dopo la macchia che – interrompendo bruscamente un lento processo di emancipazione che aveva mostrato tutti i suoi limiti chiudendosi alle istanze della modernità - ruppe gli schemi compositivi preconcetti e immobilisti dell’Accademia, operando una rigenerazione nel modo di fare e di intendere l’arte, portando un contributo stilistico e filosofico attraverso il quale l’artista assumeva coscienza del suo ruolo nella società. Il progressivo degradare di una espressività misurata sulle formule cognitive dettate dai canoni classici, la ripresa delle maggiori opere del passato e il lento studio sugli antichi costituirono alcune tappe fondamentali della formazione dei giovani artisti che, in numero sempre crescente, uscirono dal buio degli studi per applicarsi alla rappresentazione del paesaggio, avvalendosi di un inedito procedimento didattico, rivolto - fenomeno assolutamente innovativo - all’analisi del repertorio naturalistico, della luce solare e dell’ambiente della civiltà contemporanea. |
























Il pittore Virgilio Guidi è nato a Roma nel 1891 , non è parente prossimo dei pittori Gino , Guido e Bruno Guidi anche se il ceppo toscano è stato presente nel suo Dna dal momento che i genitori erano di origine toscana.
















